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Papa a Torino

Come forse sapete, domenica 21 giugno il papa è andato a Torino.
Oltre a tutte le cose belle ce n'è una bellissima:
è andato anche nella chiesa dei frati Carmelitani Scalzi (cioè noi), la chiesa di S. Teresa, dove si sono sposati i suoi nonni ed è stato battezzato suo papà.
Abbiamo avuto un grandissimo onore per questo fuori programma stupendo.
Di seguito la cronaca di P. Giustino il nostro superiore:

Torino, convento di S. Teresa, 21 giugno 2015

Oggi abbiamo avuto la grande grazia di avere nella nostra chiesa di S.Teresa in Torino la visita del Papa. Una visita non programmata ma che non abbiamo mai del tutto escluso, anche se cercavamo di disilludere i fedeli che andavano chiedendo “ma verrà il Papa?”. “E’ difficile, ha un programma troppo intenso, ma non si sa mai…” rispondevamo noi tutti. Ed effettivamente non avevamo mosso alcun passo per chiedere al Papa di venire a visitare la chiesa ove i suoi nonni si erano sposati e suo papà era stato battezzato, salvo una lettera presentata al Vescovo un anno fa mettendolo al corrente delle notizie che erano state trovate e presentando come plausibile e significativo un passaggio del Papa nella nostra chiesa. Poi più niente.

Certamente il “totem” che dall’apertura della Sindone avevamo collocato sul marciapiede della nostra piazzetta ove passano parecchie persone, aveva contribuito a far conoscere queste notizie, e non poche erano le persone che facevano un passo nella chiesa. Ma di segnali che il Papa sarebbe venuto neppure uno.

Soltanto ieri, sabato, qualcosa si è incominciato a muovere. Prima una telefonata dalla curia mentre scendo dall’officina dove stavo facendo un lavoretto, per dirmi di rimanere col cellulare acceso che la Gendarmeria vaticana mi voleva chiamare. Poi la chiamata, infine l’incontro con loro alle 18.30 sulla piazza: volanti della polizia e un macchinone scuro con quattro riconoscibilissimi stangoni della Gendarmeria vestiti di scuro (sono quelli che normalmente camminano a fianco della papa mobile). “Verremo domani sera alle 19.30 dopo l’incontro con i giovani; lei faccia la messa delle 19 un po’ più corta in modo da finire in tempo. Non dica niente a nessuno se no non veniamo. Vogliamo fare una visita informale, perché il Papa possa pregare per i suoi familiari. In chiesa ci dovete essere solo voi della comunità”, questo in sintesi quanto mi comunicano. Io non dico niente ma la sera sull’ANSA già ci sono le voci che potrebbe passare il Papa e proprio dopo l’incontro con i giovani.

A cena lo dico ai confratelli vincolandoli al segreto. Poi la mattina dopo io e P.Roberto andiamo alla Messa del Papa in piazza Vittorio. Nel pomeriggio verso le quattro scendiamo a salutare le anziane cugine Vassallo (da parte della nonna Rosa) e cominciamo a vedere un po’ di movimento. Prima due macchine della volante, poi un furgone della Digos, poi finalmente la Gendarmeria vaticana .“Forse il Papa passa adesso, lo sapremo tra un po’. Intanto prepariamo come fare la visita”. Andiamo in chiesa a predisporre le cose finchè arriva la conferma: il Papa sta partendo dal Cottolengo. Le persone vengono fatte uscire dalla chiesa (una cinquantina) e si fermano ai lati della piazzetta. Dopo un po’ arriva la Papamobile: il Papa sembra un po’ sorpreso della gente, scende ed io gli bacio la mano e mi presento e poi ci avviamo sui gradini. In cima vede una signora in carrozzella e subito va da lei ad accarezzarla, poi entriamo. Ci sono i confratelli che attendono ed io li presento cominciando dal segretario del card. Ballestrero, P.Giuseppe Caviglia, e poi p.Giulio, p.Stefano e p.Roberto. Mi hanno concesso che sia presente anche la sig.ra Orsola Appendino, colei  che ha fatto tutte le ricerche ed ha scritto il libro. Poche parole e ci avviamo al battistero: lo apro, e lui lo bacia, poi chiede di andare a sostare in preghiera. Gli mettono in mano un vaso di fiori che egli va a deporre sull’altare e poi scende e ci sediamo per sette, otto minuti di preghiera silenziosa. Ci avviamo verso l’uscita ed io dico al capo della Gendarmeria che c’è l’altare di S.Teresina che lui ama molto, e così fa prendere un mazzo di fiori che egli depone sull’altare e poi ci fermiamo per una foto con la comunità.

Andiamo verso il tavolino che sta prima dell’uscita e gli faccio l’umile regalo di uno dei libri di Gerolamo sulla Terra Santa, e poi gli chiedo se può scrivere di suo pugno un saluto alla Comunità su un foglio prestampato che gli ho preparato: si siede e scrive un pensiero di cinque righe, un bel ricordo davvero.

Siamo ormai sulla porta e gli spiego che ci impegniamo a tenere la chiesa molto disponibile per le confessioni e lui, battendomi la mano sulla spalla, mi dice “mi raccomando, siate misericordiosi, perdonate tutto. La generazione di oggi ha un grande bisogno di misericordia”. “Santità, è quello che abbiamo sempre fatto”. Usciamo. La gente nel frattempo si è moltiplicata: la piazza è zeppa di gente. Sale sulla papa mobile e parte verso piazza Vittorio all’incontro con i giovani.

E’ stata una cosa semplice, bella: la gente è felice. Certamente una grazia grande per la nostra chiesa, sia perché il Signore ha accogliere qui tra i suoi figli chi avrebbe generato un Papa, sia che il Signore lo abbia inviato a visitarci.

P. Giustino Zoppi
Per chi volesse vedere altre bellissime foto
può consultare il sito ufficiale dell'Osservatore Romano

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