Siamo partiti con uno zaino sulle spalle e tante domande nel cuore. Siamo tornati con qualche chilometro in più nelle gambe, ma soprattutto con tanta vita, tanta luce e una fede rinnovata. Si è concluso il Cammino Carmelitano per giovani 2026, l’esperienza che ha portato un gruppo di ragazze e ragazzi dai 17 ai 35 anni sulle strade della Spagna, alla scoperta dei luoghi di Santa Teresa d’Avila e di San Giovanni della Croce. In tutto, 110 chilometri percorsi a piedi, da Ávila fino ad Alba de Tormes: un cammino fatto di fatica e di gioia, di silenzio e di risate, di preghiera e di amicizia.

110 chilometri per camminare anche dentro di noi
Camminare per diversi giorni significa inevitabilmente rallentare. Lo zaino pesa, i piedi si fanno sentire, il caldo mette alla prova, ma proprio mentre il corpo fa fatica qualcosa dentro di noi può finalmente trovare spazio. Il nostro cammino è stato così: un’esperienza di fede vissuta con i piedi per terra, insieme ad altri giovani, lasciandoci accompagnare dalla spiritualità carmelitana. Ogni giornata aveva il suo ritmo: la partenza, i chilometri da percorrere, le pause, le chiacchiere, la preghiera, le catechesi e la scoperta dei luoghi che hanno segnato la vita dei grandi santi del Carmelo.

Alla scoperta del Castello Interiore
Il filo conduttore spirituale di questa esperienza è stato il Castello Interiore di Santa Teresa d’Avila. P. Federico Trinchero ha accompagnato i giovani nella scoperta di questa straordinaria immagine con cui Teresa descrive il cammino dell’uomo verso l’incontro con Dio. Un castello con tante stanze, un viaggio verso il centro, verso quella “stanza” più profonda dove il Signore attende. E così, mentre attraversavamo le strade della Castiglia, il cammino esteriore diventava anche occasione per un cammino interiore.

I luoghi di Teresa e Giovanni della Croce
Il cuore del percorso ci ha portati attraverso alcuni dei luoghi più significativi della storia carmelitana. Ávila, la città di Teresa, da cui siamo partiti. Poi Gotarrendura, legata all’infanzia della santa, Fontiveros, paese natale di San Giovanni della Croce, Duruelo, dove nacque la prima comunità dei Carmelitani Scalzi, fino a Coca de Alba e infine Alba de Tormes, dove Teresa morì e dove ancora oggi riposa il suo corpo. Un pellegrinaggio dentro la storia, ma soprattutto dentro l’esperienza spirituale di due santi che continuano ancora oggi a parlare ai giovani.

Non solo il cammino a piedi
La Spagna di questo viaggio è stata molto più ampia dei 110 chilometri percorsi. Nel viaggio abbiamo avuto modo di conoscere anche altri luoghi importanti della storia della Chiesa e della spiritualità: Montserrat e Manresa, legate alla conversione e all’esperienza spirituale di Sant’Ignazio di Loyola, Salamanca, Loyola e, nel viaggio di ritorno, Lourdes. Tappe diverse, storie diverse, ma tutte capaci di arricchire il nostro pellegrinaggio.

Un gruppo che cammina insieme
Forse, però, il ricordo più bello rimane quello del gruppo. Ragazzi e ragazze dai 17 ai 35 anni, provenienti da esperienze e realtà diverse, che in questi giorni hanno condiviso la strada, la fatica, i pasti, le preghiere, le risate e anche qualche vescica! Perché un cammino è fatto di chilometri, ma soprattutto di persone che scelgono di camminare insieme. E quando si arriva alla meta, ci si accorge che qualcosa è cambiato.

Tornare con più luce
Ora siamo tornati. Gli zaini sono stati svuotati, le scarpe messe a riposo e i 110 chilometri sono ormai alle nostre spalle. Ma il cammino non finisce ad Alba de Tormes. Resta quello che abbiamo scoperto, le domande che ci siamo portati dietro, le parole di Teresa e Giovanni della Croce, le amicizie nate lungo la strada e soprattutto la certezza che il Signore continua a camminare con noi. Siamo tornati pieni di vita, di luce e di fede. E forse è proprio questo il senso più vero di ogni pellegrinaggio: tornare a casa diversi da come si è partiti.













































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