Log in

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Celebrazione del 70°

Seminario anniversario

Cari lettori,

il 27 settembre 2021 abbiamo celebrato una grandissima festa: il 70° anno di fondazione del nostro Seminario di Gesù Bambino di Arenzano.

È stato un momento molto partecipato dalla Provincia Ligure dei Carmelitani Scalzi. Per l’occasione il nostro Superiore Provinciale, P. Saverio Gavotto, ha scritto una bellissima lettera sul senso della vocazione e quindi della validità del Seminario. Vogliamo condividerla con voi:

Seminario
immagini
immagini
immagini
immagini

«Carissimi,

               il 27 Settembre, la nostra Provincia si radunerà per festeggiare il 70° anniversario della fondazione del nostro Seminario di Arenzano. Si tratta certamente di una data importante, ma che potremmo ampliare, senza nessuna forzatura, fino a raggiungere quota 100. Infatti, proprio un secolo fa i nostri padri firmavano il contratto di riacquisto del Deserto di Varazze, dove, meno di un anno dopo un piccolo gruppo di ragazzi avrebbe iniziato il primo vero Seminario minore della nostra Provincia Ligure.

Certamente, la scelta di costruire un Seminario ad Arenzano, a fianco del Santuario di Gesù Bambino, è stata una brillante intuizione dell’allora Provinciale P. Anastasio del SS. Rosario, che poi diverrà per tutti il cardinal Ballestrero, ed ha rappresentato un gran passo in avanti per rafforzare questa realtà con un edificio bello e funzionale, ma mi piace anzitutto sottolineare la continuità tra i due Seminari, sia perché molti Padri della nostra Provincia hanno frequentato entrambi, sia perché ci aiuta a spostare lo sguardo dalla struttura materiale, l’edificio che accoglie i seminaristi, per fissarlo meglio sulla comunità del Seminario, sulle persone che la compongono.

Proprio partendo dalle persone, anzitutto non possiamo che dedicare un pensiero di ringraziamento e una preghiera per quei religiosi che al Seminario hanno dedicato gran parte della loro esistenza, e che ora già si trovano nella Gerusalemme celeste: P. Massimiliano, P. Teodoro, P. Guido, P. Rino… e tanti altri fino ad arrivare ai pionieri, a P. Marcellino e P. Pier Tommaso.

Il Seminario minore è certamente una scelta importante fatta dalla nostra Provincia, non solo al momento della fondazione e degli inizi, quando quelli che allora si chiamano Scuole Apostoliche o Collegi preparatori erano una realtà comune nella Chiesa del tempo, ma anche in seguito, all’inizio degli anni Settanta dello scorso secolo, quando poco per volta i Seminari sono stati chiusi oppure sono stati trasformati in semplici collegi. È un dato di fatto che oggigiorno in Italia i Seminari minori si contano sulle dita della mano.

Perché noi l’abbiamo mantenuto? Mi voglio ripetere, si è trattata della scelta di un’intera Provincia religiosa, non solo di alcune persone. Eravamo e siamo convinti che questa forma di promozione vocazionale rappresenti uno strumento importante di cui il Signore si serve per chiamare i giovani a seguirlo nella vita religiosa e sacerdotale.

Credo però che la realtà del Seminario minore sia motivo di una riflessione più profonda sul significato da dare alla parola “vocazione”. Molto spesso il linguaggio comune ci aiuta a comprendere come talvolta si sia verificato uno spostamento di significato, dando piuttosto la precedenza alla scelta del soggetto che alla chiamata del Signore. Forse queste mie parole sono un po’ forti, però provate a pensare alla domanda classica che ci viene rivolta circa la nostra vocazione: “Perché hai scelto proprio di entrare fra i Carmelitani?”. Anzitutto il Seminario minore ci richiama in modo radicale, e per certi versi provocatorio, che l’iniziativa è di Dio, e non abbiamo fatto una scelta, ma piuttosto ci siamo incamminati per riconoscere se quel desiderio che sentivamo nel nostro cuore proveniva da Dio, o non fosse piuttosto semplicemente una nostra iniziativa. Dare la priorità a Dio significa riconoscere che la nostra vocazione sfugge a un qualsiasi controllo previo: non possiamo determinarne noi i passi futuri, dobbiamo sempre e comunque accogliere con fede quello che il Signore ci presenta. Ci aiuta a non considerare nostra proprietà i progetti pastorali e le iniziative, anche belle, che iniziamo nel corso della vita religiosa, ma a saperli lasciare quando l’obbedienza ci chiama a cambiare comunità. Ci aiuta a vivere con spirito di accettazione (nonostante la sofferenza) anche le delusioni e i fallimenti, perché sappiamo che anche da questi il Signore saprà trarre i semi per compiere le Sue Meraviglie.

Passiamo ad una seconda riflessione. Quando penso al cammino vocazionale di un ragazzo che inizia in Seminario minore, non posso fare a meno di notare quante persone sono necessarie perché il piano di Dio si realizzi, a partire dai genitori, per passare poi al Padre Vocazionista, al Rettore e agli Assistenti, al Padre Spirituale e ai Padri Maestri… potremmo continuare a lungo l’elenco e sarebbe sempre incompleto. La voce di Dio si fa sentire attraverso una comunità, ed è come dire che la vocazione non è qualcosa che riguarda solo me e Dio, ma necessariamente richiama il mio essere nella Chiesa e per la Chiesa. Lo voglio sottolineare: anzitutto nella Chiesa, e solo poi per la Chiesa. Troppo spesso nell’esercizio del ministero prevale la funzionalità rispetto all’identità, per cui sono sacerdote quando celebro la Messa, amministro i Sacramenti, magari faccio una bella catechesi.  Invece la mia vocazione è anzitutto ricevere un nome nuovo e sentire che Dio mi chiede di accogliere con quel nome il dono di una identità nuova a servizio dei fratelli, prima ancora che questo servizio si espliciti in una forma di ministero piuttosto che in un’altra.

Ancora un pensiero, l’ultimo. Il dono del Seminario minore per la nostra Provincia è un richiamo forte alla grandezza della vocazione religiosa che abbiamo ricevuto. S. Teresa di Gesù Bambino nel suo Manoscritto B ci ha dato testimonianza di come alla scoperta della sua vocazione nel cuore della Chiesa sia giunta a partire dai suoi desideri e dalle sue speranze “qui touchent à l’infini”. Dovremmo meditare più sovente queste parole, soprattutto in un’epoca in cui nella Chiesa si sente parlare più di programmi che di desideri-speranze: i primi confezionati dagli esperti, i secondi frutto dell’entusiasmo dei più piccoli. Quali preferire? Vero è che i programmi non ci soddisfano mai, anche quando (raramente) si realizzano pienamente, ci lasciano sempre un senso di insoddisfazione. I desideri invece continuano ad animarci ad una sempre maggiore generosità nell’offerta di noi stessi. Forse una delle chiavi per custodire la bellezza del nostro carisma religioso è proprio quello di guardarlo con gli occhi di un bambino con semplicità ma nello stesso tempo con profondità, capaci di lasciarsi conquistare dall’ideale della nostra vocazione senza costringerlo nei limiti angusti della nostra razionalità da adulti, magari capaci di analisi anche profonde della realtà in cui viviamo, ma talvolta impossibilitati proprio da tutto questo a lasciarsi conquistare dalla bellezza e dalla grandezza della vocazione che abbiamo ricevuto.

Ringraziamo ancora il Signore per il grande dono che ha fatto alla nostra Provincia con il Seminario minore, e preghiamo perché possiamo esserne sempre degni».

Saverio Gavotto

Provinciale

Accanto al famoso Santuario dedicato a Gesù Bambino, una grande famiglia di ragazzi pieni di gioia!

Indirizzo

Indirizzo :

Piazza Gesu' Bambino, Arenzano, GE

Telefono :

010/9127113

Mobile:

3478242731